venerdì 30 gennaio 2026

Pompieri per dovere, non per mestiere: il segreto – e le crepe – del sistema svizzero

In Svizzera il 98% del corpo pompieri è costituito da cittadini e cittadine di milizia: artigiani, impiegate e agricoltori e agricoltrici che lasciano il lavoro per correre a spegnere un incendio. Un dovere civico, spesso obbligatorio, che svela un modello di Stato basato sulla partecipazione attiva dei suoi abitanti. 





citazione:

La sicurezza come dovere civico

Per capire la Svizzera, bisogna partire da qui: il servizio antincendio non è primariamente un lavoro, ma un dovere. Circa il 98% dei pompieri del Paese sono volontari che prestano servizio per la loro comunità. Solo una piccola frazione (l’1,5%) è costituita da professionisti, concentrati nelle grandi città o in siti strategici come gli aeroporti o la galleria autostradale e ferroviaria del San Gottardo. 

In molti Cantoni vige un vero e proprio obbligo di servizio per i cittadini (uomini e donne) di una certa fascia d’età. Chi non può o non vuole partecipare attivamente è tenuto al pagamento di una tassa sostitutiva, un contributo finanziario che sottolinea il carattere universale di questo dovere civico. 

L’organizzazione è un esempio di federalismo in azione. Il cuore del sistema è a livello comunale: ogni Comune, o consorzio di Comuni, gestisce il proprio corpo pompieri, responsabile del primo intervento. A livello cantonale si definiscono le leggi, gli standard per la formazione e si gestiscono centri di rinforzo con mezzi specializzati (ad esempio per incidenti chimici).  

Infine, a livello federale, la Coordinazione svizzera dei pompieri (CSPCollegamento esterno) e la Federazione svizzera dei pompieri (FSP) definiscono la strategia nazionale e coordinano la formazione superiore. È una piramide che garantisce capillarità e prontezza, basandosi sulla conoscenza del territorio dei militi locali.



ed anche


La politica part-time 

Lo stesso principio si estende anche alla politica. Mentre nel resto d’Europa la politica è una carriera a tempo pieno, in Svizzera, a livello comunale e cantonale ma anche a livello federale, è un’attività di milizia. Si stima che poco più di 100’000 persone ricoprano una carica politica a tutti i livelli, e la stragrande maggioranza di esse lo fa a titolo volontario. Il sindaco di un piccolo Comune, i membri del Municipio, i deputati di un Parlamento comunale, cantonale e federale sono cittadini che, terminato il loro lavoro, dedicano serate e fine settimana alla gestione della Cosa pubblica, ricevendo indennità modeste che non possono essere considerate uno stipendio. 

Le radici di questo approccio affondano nelle LandsgemeindeCollegamento esterno, le antiche assemblee medievali dove i cittadini si riunivano in piazza per decidere per alzata di mano, una forma di democrazia diretta che sopravvive ancora oggi nei cantoni di Appenzello Interno e Glarona. In alcuni Cantoni, addirittura, sopravvive l’obbligo di accettare una carica locale, con multe salate per chi rifiuta, a testimonianza dell’idea che il servizio pubblico sia un dovere prima che una scelta. 


L’esercito dei cittadini 

L’espressione più antica e conosciuta del sistema di milizia è, naturalmente, l’esercito. Ispirato al principio romano dell’identità tra cittadino e soldato, l’esercito svizzero è composto da cittadini che, dopo una scuola reclute di 18 settimane, vengono richiamati per corsi di aggiornamento periodici.  

L’obbligo di servizio è sancito dalla Costituzione per tutti i cittadini maschi, mentre le donne possono arruolarsi volontariamente. La durata totale del servizio varia in base al grado: un soldato semplice presta alla Confederazione 245 giorni, un sergente 440, mentre un ufficiale subalterno arriva a 680 giorni distribuiti su diversi anni.  

Vige poi la prassi di conservare l’arma personale a casa, fatto che simboleggia la profonda fiducia tra Stato e cittadino. Fino al 2007 i militi conservavano anche le munizioni a domicilio, una tradizione oggi rivista per ragioni di sicurezza ma che racconta molto dell’identità nazionale.  



mercoledì 28 gennaio 2026

martedì 27 gennaio 2026

In Francia è scontro istituzionale sulla scrittura inclusiva, «balbuzie ridicola»

Il Consiglio di Stato convalida l’utilizzo del “punto mediano” per non discriminare maschi e femmine nelle targhe commemorative. L’Académie française non ci sta: «Pericolo mortale per la lingua»

segue al link:

lunedì 26 gennaio 2026

Diesel e le dipendenti dagli ovuli d’oro

Il gruppo Only The Brave paga il social freezing alle dipendenti. Non è una novità, da anni le Big Tech considerano la maternità un optional aziendale. Si scrive "supporto alla genitorialità", si legge "avere il controllo dei mezzi di produzione e riproduzione"


https://www.tempi.it/diesel-e-le-dipendenti-dagli-ovuli-doro/?utm_source=convertkit&utm_medium=email&utm_campaign=Il+diritto+internazionale+a+Hong+Kong+e+la+rivolta+contro+le+%22emissioni+zero%22+-+20485373

alcuni spunti:

«Quel benefit potrebbe sembrare positivo per le singole donne in un contesto tecnologico che segue ritmi velocissimi e in cui se vieni lasciato indietro per mesi o un anno sei finito. Consente di posticipare la cura dei figli. Ma l’idea “noi adattiamo la famiglia e la riproduzione all’agenda aziendale” in realtà è folle. Le donne possono individualisticamente esserne sollevate, sembrerà che possano avere tutto. Ma di fatto è la biologia che viene sottomessa e piegata al capitalismo delle corporation».

Tutte vogliono congelare gli ovuli per avere figli (e poi non li fanno)

Dieci anni dopo i numeri raccontavano l’altra faccia del manifesto. Meno del 15 per cento delle donne tornava a utilizzare gli ovuli congelati. Il tasso reale di successo di una gravidanza da egg freezing restava intorno allo 0,7 per cento. Neanche l’1 per cento degli ovuli congelati finiva con un bambino. Ma questo dato non compare nelle brochure aziendali, né nei comunicati stampa sul welfare inclusivo. Compare invece l’effetto psicologico, potentissimo: la possibilità di non dover scegliere adesso.


Dove il lavoro si organizza intorno alla vita, non servono freezer. Dove non lo si vuole fare, si offre la tecnologia e la si chiama libertà. Nulla di nuovo: a qualcosa del genere ha pensato anche la Puglia che da qualche mese riconosce alle donne tra i 27 e i 37 anni e con un Isee inferiore ai 30mila euro un contributo alla crioconservazione. Diesel non è che un altro tassello da aggiungere alla provincia spaziotemporale di un mercato che si è fatto ben più più vasto. Lo stesso capitalismo morale che ieri ha venduto l’egg freezing oggi vende l’aborto come benefit aziendale. Negli Stati Uniti Starbucks, Amazon, Apple, Levi’s, Citigroup rimborsano viaggi, hotel, babysitter per permettere alle dipendenti di abortire negli stati dove è più difficile farlo. Stesso linguaggio, stessa logica: “Salute riproduttiva”, “cura”, “accesso”. La gravidanza diventa una variabile di costo, il figlio un rischio operativo.


Diesel non fa eccezione: fa scuola

Detta fuori dai denti del marketing, prima ti aiutano a rimandarlo, poi ti aiutano a interromperlo. Sempre in nome della scelta, sempre evitando il punto centrale: un’azienda che asseconda la visione dell’incompatibilità tra maternità naturale e lavoro non è neutrale, è normante. Sta decidendo quando è accettabile fare un figlio e quando no. Come osservava Forbes già commentando Apple e Facebook, il rischio è evidente: non possedere solo i mezzi di produzione, ma anche quelli di riproduzione.

Diesel non fa eccezione. Fa scuola: la maternità naturale è un problema, quella differita un servizio. Il lavoro viene prima, la vita poi. Se poi arriva.

domenica 25 gennaio 2026

«Mio figlio non viene più a Messa». Una guida per salvare la domenica in famiglia

Per due genitori cristiani che si sono spesi con impegno nell’educazione alla fede non c’è fallimento più profondo della decisione dei figli adolescenti di non andare più in Chiesa. Che fare? E come recuperare il tempo e i riti condivisi di cui le relazioni tra genitori e figli hanno bisogno? Una guida ragionata

segue al link:

venerdì 23 gennaio 2026

Pompieri per dovere, non per mestiere: il segreto – e le crepe – del sistema svizzero

In Svizzera il 98% del corpo pompieri è costituito da cittadini e cittadine di milizia: artigiani, impiegate e agricoltori e agricoltrici ch...